Ci
fanno un po’ sorridere ma in fondo riescono a parlare al nostro cuore.
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Surrealismo - Sogno e realtà
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QU'EST-CE
QUE LE SURRÉALISME?
Il surrealismo è un movimento artistico-letterario nato ufficialmente in Francia nel 1924 ad opera di André Breton con la pubblicazione del "Manifeste surréaliste". Vero e proprio movimento d'avanguardia che ebbe la sua massima espansione nel periodo fra le due guerre. Nel suo manifesto, Breton, definisce il Surrealismo come un "automatismo psichico puro con il quale ci si propone di esprimere, sia verbalmente che in ogni altro modo, il funzionamento reale del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica o morale".


È una evoluzione del dadaismo ma al contrario del dadaismo, che ha l'obiettivo di abbattere tutte le "restrizioni" artistiche radicate da secoli, il surrealismo rovescia l'idea distruttiva dadaista attribuendo all'arte un ruolo edificante suggerito dall'interiorità dell'uomo. Elementi sostanziali del pensiero surrealista sono la riconsiderazione della componente irrazionale della creatività umana e la volontà di esprimere, attraverso l'arte, le manifestazioni del subconscio: un rifiuto della logica umana e delle restrizioni della civiltà a favore di una totale libertà di espressione che trova riferimento teorico nelle innovative ricerche psicanalitiche di Freud.
Estrema
conseguenza del decadentismo il Surrealismo rivaluta il sogno, l'irrazionalità,
la follia, gli stati di allucinazione, cogliendo l'essenza intima della
realtà, oltre la realtà stessa per "succhiare" il midollo della vita con la
sconvolgente sensibilità dal pensiero decadente di Baudelaire.
I più grandi successi
del surrealismo si sono avuti nelle arti figurative, dove la fusione tra realtà
e sogno si esplica nel libero accostamento di materiali diversi, che riproducono
contenuti onirici e visioni inconsce. Fra i pittori che aderirono al movimento
ricordiamo, J. Miró, M. Ernst,
S. Dalí, G. de Chirico,
R. Magritte, e altri ancora
Sfondo del sito: Estasi dell'artista di Alessandro Caboni
Surrealismo,
autenticità d'espressione
Breton;il
suo primo manifesto,siamo nel'24, poi i riferimenti: Heghel, Marx, Fruid.
Referenze per la rivoluzione.
Tutto ciò storicizzato e acquisito in forma subliminale da Salvatore
Lucidano che ha deciso di esprimersi con il linguaggio surrealista a vocazione
naturalistica reale. (continua)
Reale è ciò
che tocchiamo, ciò che vediamo, ciò che in qualche modo è
tangibile nella razionalità umana. Ma avete mai sognato, avete mai
creduto di cadere in un fossato o di volare?
Una
realtà diversa, il sogno, che in qualche modo ci fa vivere sensazioni,
emozioni forti e vere quanto è vera l’esistenza del nostro corpo,
che nel sonno sente il tatto, le musiche e le voci, i sapori amari e quegli
dolci, che vede i colori e gli spazi senza mura né confini.
Il sogno svela la vita dei sensi, oltre l’umana realtà dei nostri
occhi, oltre la vita del corpo, la vita dello spirito.
Nell’autunno
del 1924, con la pubblicazione del manifesto scritto integralmente da Andre
Breton, nasce il surrealismo: un progetto corale - per le forme e per gli
effetti - ma quasi completamente ascrivibi - le - per la teorizzazione - allo
stesso Brelon al quale si deve comunque riconoscere anche uno spessore artistico
autonomo all'interno del movimento surrealista. (continua)
Le
origini del surrealismo
Magritte:
interpretazione interiore
Nel
1919, due anni dopo la Rivoluzione d’ottobre, a Mosca Lenin fonda la
Terza internazionale comunista che ha il compito di diffondere l’azione
rivoluzionaria che i partiti socialisti europei non avevano saputo ancora
organizzare. L’anno successivo, il Secondo congresso sancisce le condizioni
per farne parte: tra queste vi è la rottura con i partiti riformisti
e l’assunzione del modello bolscevico. In Francia, la frazione comunista
del Partito socialista accetta e nel 1920, con il congresso di Tours, nasce
il Partito comunista francese (Pci) che aderisce alla Terza internazionale.
(continua)
1924
- breton e il manifesto surrealista
Magritte:
il pensiero
Molti
equivoci che circondano l'opera di Rene Magritte hanno origini semplici da
identificare, ma non egualmente facili da chiarire e risolvere. La fama stessa
raggiunta da alcuni suoi soggetti prediletti, peraltro ribaditi per tutto
l'arco del suo lavoro, non aiuta certo le ragioni di chiarezza cui si accennava;
anzi, essa contribuisce a un'interpretazione stereotipa, spesso banalizzata
in formule ingenerose che restituiscono poco o nulla alla lucidità
espressiva e al grande potenziale poetico dell'artista belga. In ogni caso,
l'interpretazione dell'arte di Magritte sconta innanzitutto il fatto che la
sua pittura è omologata nella vasta onda surrealista senza precisarne
l'ineludibile differenza; in secondo luogo viene penalizzata dalla sua stessa
ironia e soprattutto dalla straordinaria intelligenza e consapevolezza nei
riguardi delle strutture del linguaggio. (Continua)
Magritte
non amava dipingere. Non mancano gli aneddoti e le testimonianze dirette che
confermano il suo atteggiamento di staccato rispetto al "fare pittura".
Ma ne sono buona testimonianza le opere stesse che rifiutano ogni "cedimento"
pittorico, tese a sviluppare in immagine la fragranza dell'idea, unica protagonista
dei suoi lavori. Il suo è un dipingere freddo, levigato, meticoloso
ma senza palpiti di pennello, senza sorprese di tocchi, di gesti, d'inebrianti
incidenti di percorso. Tuttavia, e paradossalmente, la sua prassi si colloca
nel cuore della pittura, vale a dire nella centralità dialettica dello
sguardo, del vedere e in sintesi della visione. Il problema della visione
come territorio orgogliosamente presidiato dall'arte moderna e rivendicato
in quanto specificità conoscitiva inalienabile e paritetica rispetto
all'attività scientifica, fìlosofìca e tecnologica che
sembrava esaurire ogni possibile funzione conoscitiva, aveva negli anni Venti
attraversato circa un secolo di travagliate e però trionfanti esperienze.
(Continua)
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Lettera
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La vostra
arte contribuisca all’affermarsi di una bellezza autentica che, quasi
riverbero dello Spirito di Dio, trasfiguri la materia, aprendo gli animi al
senso dell’eterno. (Continua)