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Ci fanno un po’ sorridere ma in fondo riescono a parlare al nostro cuore.

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Surrealismo

Surrealismo  -  Sogno e realtà

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QU'EST-CE QUE LE SURRÉALISME?

Il surrealismo è un movimento artistico-letterario nato ufficialmente in Francia nel 1924 ad opera di André Breton con la pubblicazione del "Manifeste surréaliste". Vero e proprio movimento d'avanguardia che ebbe la sua massima espansione nel periodo fra le due guerre. Nel suo manifesto, Breton, definisce il Surrealismo come un "automatismo psichico puro con il quale ci si propone di esprimere, sia verbalmente che in ogni altro modo, il funzionamento reale del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica o morale".

Alessandro Caboni
Animakis
Giorgio De Chirico
Guido Galderisi
Joan Mirò
Laura Zecchini
Marcello Mascellani
Max Ernst
Nuccio Leoni
Paolo Laconi
Renè Magritte
Roberto Cantoro
Salvador Dalì
Salvatore Lucisano
Silvano Simonini
Valerio Savino

Alessandro Caboni
"L'uomo che dorme"
olio su tela 60x30 cm

È una evoluzione del dadaismo ma al contrario del dadaismo, che ha l'obiettivo di abbattere tutte le "restrizioni" artistiche radicate da secoli, il surrealismo rovescia l'idea distruttiva dadaista attribuendo all'arte un ruolo edificante suggerito dall'interiorità dell'uomo. Elementi sostanziali del pensiero surrealista sono la riconsiderazione della componente irrazionale della creatività umana e la volontà di esprimere, attraverso l'arte, le manifestazioni del subconscio: un rifiuto della logica umana e delle restrizioni della civiltà a favore di una totale libertà di espressione che trova riferimento teorico nelle innovative ricerche psicanalitiche di Freud.

Estrema conseguenza del decadentismo il Surrealismo rivaluta il sogno, l'irrazionalità, la follia, gli stati di allucinazione, cogliendo l'essenza intima della realtà, oltre la realtà stessa per "succhiare" il midollo della vita con la sconvolgente sensibilità dal pensiero decadente di Baudelaire.
I più grandi successi del surrealismo si sono avuti nelle arti figurative, dove la fusione tra realtà e sogno si esplica nel libero accostamento di materiali diversi, che riproducono contenuti onirici e visioni inconsce. Fra i pittori che aderirono al movimento ricordiamo, J. Miró, M. Ernst, S. Dalí, G. de Chirico, R. Magritte, e altri ancora

Alessandro Caboni
"Angelo"
olio su tela
80x120 cm

Contatti:
Responsabile organizzativo e direttore           
Alessandro Caboni  alessandrocaboni@tiscali.it  347 0953477
Responsabile delle recensioni e della critica  Sara Lombardo
Responsabile e creatore delle musiche            Mario Scano

Sfondo del sito: Estasi dell'artista di Alessandro Caboni

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Surrealismo, autenticità d'espressione
Breton;il suo primo manifesto,siamo nel'24, poi i riferimenti: Heghel, Marx, Fruid. Referenze per la rivoluzione.
Tutto ciò storicizzato e acquisito in forma subliminale da Salvatore Lucidano che ha deciso di esprimersi con il linguaggio surrealista a vocazione naturalistica reale. (continua)
Salvatore Lucisano

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Il sogno:
oltre la vita

Reale è ciò che tocchiamo, ciò che vediamo, ciò che in qualche modo è tangibile nella razionalità umana. Ma avete mai sognato, avete mai creduto di cadere in un fossato o di volare?

Una realtà diversa, il sogno, che in qualche modo ci fa vivere sensazioni, emozioni forti e vere quanto è vera l’esistenza del nostro corpo, che nel sonno sente il tatto, le musiche e le voci, i sapori amari e quegli dolci, che vede i colori e gli spazi senza mura né confini.
Il sogno svela la vita dei sensi, oltre l’umana realtà dei nostri occhi, oltre la vita del corpo, la vita dello spirito.
Approfondimenti
Nell’autunno del 1924, con la pubblicazione del manifesto scritto integralmente da Andre Breton, nasce il surrealismo: un progetto corale - per le forme e per gli effetti - ma quasi completamente ascrivibi - le - per la teorizzazione - allo stesso Brelon al quale si deve comunque riconoscere anche uno spessore artistico autonomo all'interno del movimento surrealista. (continua)
Le origini del surrealismo

Magritte: interpretazione interiore
Nel 1919, due anni dopo la Rivoluzione d’ottobre, a Mosca Lenin fonda la Terza internazionale comunista che ha il compito di diffondere l’azione rivoluzionaria che i partiti socialisti europei non avevano saputo ancora organizzare. L’anno successivo, il Secondo congresso sancisce le condizioni per farne parte: tra queste vi è la rottura con i partiti riformisti e l’assunzione del modello bolscevico. In Francia, la frazione comunista del Partito socialista accetta e nel 1920, con il congresso di Tours, nasce il Partito comunista francese (Pci) che aderisce alla Terza internazionale. (continua)
1924 - breton e il manifesto surrealista
Magritte: il pensiero
Molti equivoci che circondano l'opera di Rene Magritte hanno origini semplici da identificare, ma non egualmente facili da chiarire e risolvere. La fama stessa raggiunta da alcuni suoi soggetti prediletti, peraltro ribaditi per tutto l'arco del suo lavoro, non aiuta certo le ragioni di chiarezza cui si accennava; anzi, essa contribuisce a un'interpretazione stereotipa, spesso banalizzata in formule ingenerose che restituiscono poco o nulla alla lucidità espressiva e al grande potenziale poetico dell'artista belga. In ogni caso, l'interpretazione dell'arte di Magritte sconta innanzitutto il fatto che la sua pittura è omologata nella vasta onda surrealista senza precisarne l'ineludibile differenza; in secondo luogo viene penalizzata dalla sua stessa ironia e soprattutto dalla straordinaria intelligenza e consapevolezza nei riguardi delle strutture del linguaggio. (Continua)
Magritte non amava dipingere. Non mancano gli aneddoti e le testimonianze dirette che confermano il suo atteggiamento di staccato rispetto al "fare pittura". Ma ne sono buona testimonianza le opere stesse che rifiutano ogni "cedimento" pittorico, tese a sviluppare in immagine la fragranza dell'idea, unica protagonista dei suoi lavori. Il suo è un dipingere freddo, levigato, meticoloso ma senza palpiti di pennello, senza sorprese di tocchi, di gesti, d'inebrianti incidenti di percorso. Tuttavia, e paradossalmente, la sua prassi si colloca nel cuore della pittura, vale a dire nella centralità dialettica dello sguardo, del vedere e in sintesi della visione. Il problema della visione come territorio orgogliosamente presidiato dall'arte moderna e rivendicato in quanto specificità conoscitiva inalienabile e paritetica rispetto all'attività scientifica, fìlosofìca e tecnologica che sembrava esaurire ogni possibile funzione conoscitiva, aveva negli anni Venti attraversato circa un secolo di travagliate e però trionfanti esperienze. (Continua)
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2007
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Lettera agli artisti
La vostra arte contribuisca all’affermarsi di una bellezza autentica che, quasi riverbero dello Spirito di Dio, trasfiguri la materia, aprendo gli animi al senso dell’eterno. (Continua)